Interrail Racconti: il Viaggio di Aida

Perché l’Interrail

Quante volte avrete già letto o sentito la frase : il viaggio è l’unica cosa che compri che ti rende più riccoSe siete dei fan di “frasi, citazioni e aforismi” probabilmente TANTE. Ma, scetticamente parlando, è poi effettivamente così?

Il mio nome è Aida, vengo da una città situata tra il mar Mediterraneo ed il mar Ionio, nel cuore della Calabria, in Italia. Voglio includere tra i racconti degli interrail anche il mio, voglio raccontare di come ho intrapreso questa esperienza e di come si è poi rivelata. 

Mi trovavo in Germania quando, parlando di viaggi con i miei colleghi del corso di tedesco, un ragazzo tunisino comincia a descrivere la più incredibile delle offerte che permetteva di girare l’Europa ad un costo talmente basso (specialmente per i ragazzi sotto i 25 anni) che già mi vedevo immersa nei centri delle città che avevo sempre sognato, con in mano tre o quattro cartine ed al collo la mia indispensabile macchina fotografica.

Si chiama Interrail. Vai su internet e potrai vedere tutti i paesi che aderiscono all’iniziativa!

InterrailDove avevo già sentito questa parola?

Improvvisamente, mi resi conto di ciò che avevo di fronte agli occhi. Il racconto dell’interrail fatto da mio padre anni e anni prima, il suo viaggio attraverso l’Europa all’età di 17 anni. Tutto mi scorreva davanti come pellicole di vecchie foto lasciate girare su un proiettore (se sai a cosa mi riferisco non ti rimane molto tempo per usufruire dello sconto… :P).

Non posso NON fare un esperienza del genere“, mi sono detta raccogliendo tutti i miei pensieri al riguardo e mettendoli in una nuova cartella creata appositamente nella mia testa e denominata “VIAGGI”.

Una volta ritornata in Italia, iniziai a fantasticare sulle possibili mete e sul tempo che avevo a disposizione per la mia avventura intorno all’Europa. Non ci volle poi molto tempo prima che mi rendessi conto che, in realtà, esiste un mare tra il limitarsi a sognare qualcosa e l’impegnarsi con tutto se stesso per realizzarla.

Lavorai tutta l’estate. Mattina e sera. In un piccolo paese sulla costa ionica, dove è impossibile non lasciarci il cuore, ma questa è un’altra storia.

A settembre avevo abbastanza soldi per partire ed ero avvantaggiata dal fatto che avevo trovato l’UNICA persona con la quale avrei potuto affrontare un’ esperienza del genere: il mio ex-ragazzo L. che, nel frattempo dopo due anni o più, era ritornato ad essere il mio fidanzato.
Non c’è niente da fare, per quanto possiate sforzarvi, la vostra testa sarà sempre lì. ” mi sentii spesso ripetere nei mesi a seguire. Ma anche questa è un’altra storia.

Il racconto del mio interrail non è quindi un racconto di un viaggio in solitaria. E per alcuni versi è stato un bene. 

Il vantaggio consisteva in due fattori:
1) essendo più libero durante l’estate e, devo ammettere, anche molto più pratico rispetto a me in queste cose, L. era riuscito ad organizzare in maniera impeccabile tutti i nostri passaggi da una città all’altra, dove dormire e le principali attrazioni da visitareNon sarebbe stato per niente facile se avessi dovuto organizzare tutto da SOLA o ancora peggio con una persona non così esperta.

2) il vantaggio numero 2 infatti stava nell’estrema conoscenza che avevamo entrambi l’uno dell’altro. Probabilmente, con una persona meno intima, ci saremmo allegramente mandati a quel paese dopo tre giorni, sempre che fossimo riusciti ad organizzare l’itinerario in tempo, secondo i gusti e le preferenze di entrambi.

interrail racconti viaggio di aida

Durante il viaggio in interrail si è sottoposti a forti pressioni, sia mentali che fisiche. Una delle cose sulla quale ancora rido è la distanza (fisica) che manteneva da me L. quando, avendo soltanto la possibilità di camminare a piedi, dovevamo percorrere lunghe distanze con l’INTERO zaino sulle spalle (se ancora non l’avete fatto, leggete l’articolo di Easy Interrail su quale tipo di zaino scegliere e capirete a cosa mi riferisco). Appena ti metti quel coso addosso diventi intrattabile!” sbottò lui dopo l’ennesimo Che hai?” Niente.” di una normalissima mattina mentre cercavamo di raggiungere la stazione dei treni a Copenaghen.

E’ vero, gli ho fatto passare dei momenti difficili. Il bello però era proprio questo.

Quando ti trovi di fronte a situazioni di forte stress smetti di pensare e di agire “come dovresti” ma semplicemente ti comporti come ti viene. Dovrebbero scrivere anche questo sui racconti di viaggio in interrail. 

Non appena metti piede sul primo treno, quella diventa la tua nuova realtà e, di conseguenza, anche il tuo modo di pensare, guardare, agire, CAMBIA. Il tuo senso pragmatico prende il sopravvento su di te e, nel momento in cui ti trovi a preoccuparti soltanto dei tuoi bisogni primari “cosa mangio oggi? dove dormo stasera? come faccio a spostarmi?”, scopri improvvisamente di avere un’immensità di SPAZIO LIBERO e ti senti leggero, entusiasta del semplice esistere, parlare altre lingue, conoscere persone, camminare, scoprire, imparare, vivere.

Questo tipo di viaggio comincia quando lo sogni, prende forma quando lo progetti e quando scegli il “giro” che più ti piace, ti sorprende in ogni momento mentre lo vivi e ti riempie di energia positiva e di nuova voglia di esplorare quando lo ricordi.

interrail racconti 2016L’Interrail è stato per me esperienza della libertà, l’esperienza del conoscersi al di fuori delle etichette e della quotidianità. Vedere e conoscere nuovi luoghi, persone e paesi, è davvero incredibile. Lasciatevi svelare però, che l’esperienza più sconvolgente che si possa fare viaggiando, è quella di assistere al ritrovamento di se stessi. Nel mio racconto dell’interrail vorrei trasmettere anche questo. 

Fatevi tirare o azzardatevi nel proporvi per un viaggio all’avventura attraverso le capitali o le città di cui finora avete soltanto letto o sentito (o, se come me a scuola avevate qualche problema in geografia, non vi è ancora del tutto chiara l’esatta posizione). Poi ritornate qui e rispondete voi alla domanda di chi scettico vi chiede “perchè l’interrail?”. 
La mia opinione, probabilmente, l’avrete già capita.
Adesso tocca a TE.

Voglio però chiudere il mio racconto dell’interrail proprio con una citazione:

Viaggiando alla scoperta dei paesi troverai il continente in te stesso.

Buona fortuna.
Aida

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